Istituto Comprensivo Statale "Padre Pino Puglisi" Palermo
Le parole e i fatti «E' importante parlare di mafia, soprattutto nelle scuole, per combattere contro la mentalità mafiosa, che è poi qualunque ideologia disposta a svendere la dignità dell'uomo per i soldi. Non ci si fermi però ai cortei, alle denunce, alle proteste. Tutte queste iniziative hanno valore, ma, se ci si ferma a questo livello, sono soltanto parole. E le parole devono essere confermate dai fatti».
Beato Giuseppe Puglisi
Istituto Comprensivo Padre Pino Puglisi
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La 2C e la 2F a Palazzo Steri e alle Carceri dell'Inquisizione

La storia e i fantasmi dell'intolleranza

data articolo 06/02/2018 autore Gabriella Notarbartolo   Indietro
foto articolo
Foto: Visita allo Steri photogallery
Il 6 febbraio 2018 la 2^C e la 2^F insieme ai docenti Scuderi, Notarbartolo, Di Maggio, Cosenza e Salamone si sono recate in visita al Palazzo Steri.

Palazzo Steri o Chiaramonte fu edificato nel 1307 da Manfredi I Chiaramonte, esponente di una nobile e potente famiglia siciliana, il palazzo è noto anche come Steri - da Hosterium, cioè “palazzo fortificato” – e presenta sulla facciata bellissime bifore, trifore e al suo interno eleganti colonnati.

Dopo la caduta della famiglia Chiaramonte, l’edificio fu dapprima Palazzo Reale e tra il 1468 e il 1517 divenne la sede dei viceré spagnoli; dal 1601 al 1782 fu invece sede del Tribunale dell’Inquisizione, per cui l'edificio venne adattato al suo ruolo con la costruzione delle carceri e della sala delle torture al piano inferiore del palazzo mentre, nella antistante piazza Marina, si celebravano gli Auto da Fé.

Oggi lo Steri è sede del Rettorato dell’Università di Palermo.

I ragazzi hanno avuto la possibilità di visitare la maggior parte degli ambienti di Palazzo Steri e in particolare delle carceri del Tribunale dell’Inquisizione dove venivano rinchiusi gli eretici. Qui le pareti delle celle sono ricoperte da poesie, frasi, graffiti e disegni realizzati dai prigionieri che esprimevano così il dolore, l’angoscia e l’ingiustizia a cui erano sottoposti. Ha dichiarato Flavio “Mentre giravo per le celle e guardavo i graffiti avvertivo la tristezza dei prigionieri che era in contrasto con la mia felicità” Daniele invece ha asserito di essere rimasto impressionato dal solco nel pavimento delle camera della tortura che serviva per raccogliere e incanalare il sangue dei torturati.

La visita si è conclusa con la visione del quadro “La Vucciria” di Renato Guttuso esposto nella Cappella dello Steri e una breve sosta a Villa Garibaldi presso Piazza Marina.

La visita didattica è stata la fase conclusiva dello studio fatto in classe durante le ore di Storia su Riforma e Controriforma e ha spinto i ragazzi a riflettere su quanto male possano fare la superstizione, l’intolleranza e l’ignoranza.

Guarda le foto nella photogallery.

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