Istituto Comprensivo Statale "Padre Pino Puglisi" Palermo
Le parole e i fatti «E' importante parlare di mafia, soprattutto nelle scuole, per combattere contro la mentalità mafiosa, che è poi qualunque ideologia disposta a svendere la dignità dell'uomo per i soldi. Non ci si fermi però ai cortei, alle denunce, alle proteste. Tutte queste iniziative hanno valore, ma, se ci si ferma a questo livello, sono soltanto parole. E le parole devono essere confermate dai fatti».
Beato Giuseppe Puglisi
Istituto Comprensivo Padre Pino Puglisi
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Diritti alla salute 2017 - Alla scoperta di un tesoro arabo nel cuore di Palermo: la sorgente del Gabriele

Diritti alla salute - Io e Noi in un Universo di Salute, V edizione

data articolo 06/04/2017 autore Anna Tarallo   Indietro
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Foto: Visita alla sorgente del Gabriele photogallery
Nell'ambito del Progetto "Diritti alla Salute - Io e Noi in un Universo di Salute" 5a edizione, un gruppo di alunni delle classi prime e seconde della Secondaria di primo grado si sono recati in visita alla Sorgente del Gabriele accompagnati dai docenti S. Di Giovanni, M.C. Provenzano, V. Scargiola, S. Scuderi e A. Tarallo.

Di importanza storica e sociale, la Sorgente del Gabriele è la più suggestiva tra le quattro fonti naturali della Conca d'Oro (Campofranco, Nixio e Cuba, le altre!) che contribuiscono all'approvvigionamento idrico della nostra città. Ci troviamo alle pendici del monte Caputo, nella sede dell'Amap, in via Riserva Reale ad Est dell'aeroporto di Boccadifalco.

Il luogo, dall'esterno, è quasi anonimo, ma appena varcata la soglia di una casupola bianca, lo spettacolo è assicurato! Ci si tuffa in un ambiente fresco e ameno dove, in un silenzio irreale, si sente solo un flebile chioccolio, il gorgoglio dell'acqua pura che affiora tra le rocce e che con le sue polle cristalline dà vita a suggestivi cerchi concentrici. L'acqua si raccoglie, poi, in un laghetto "ingrottato" (da qui il nome derivante dalla parola araba "Al Garbal", in italiano "grotta irrigante") che, in qualsiasi periodo dell'anno, si mantiene ad una temperatura costante di 15 gradi. 

I primi cenni a questa sorgente risalgono ai primi del ‘700 e sono ampiamente descritte nei quaderni del Barone di Villabianca, anche se la stessa denominazione araba dà idea di come la sorgente fosse conosciuta già nel X secolo: "tramite un dedalo di canali e condotti, l'acqua del Gabriele si faceva strada e raggiungeva le diverse zone della città antica…" In quell'epoca l'acqua delle sorgenti affiorava sulla terra a cielo aperto, formando bacini utilizzati dalle donne per lavare il bucato. La presenza di acquitrini e paludi era la causa delle frequenti epidemie di colera che più volte colpirono

la città. Oltre che per usi domestici, l'acqua era impiegata dalla popolazione anche per alimentare il lavoro dei mulini, allora numerosi in città, e i bacini artificiali dei complessi della Zisa e della Cuba.

Un tempo a cielo aperto, oggi la sorgente è protetta da opportune opere di copertura con travi in cemento armato e mura in mattoni rossi e le sue acque vengono convogliate in un impianto di potabilizzazione che ne controlla la qualità e ne garantisce la purezza, tipica di queste acque.

Queste stesse acque che rappresentano oggi uno straordinario patrimonio naturalistico e culturale da preservare e far conoscere alla città.

Guarda le foto nella photogallery.

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